Maledetta domenica

•Maggio 4, 2008 • Lascia un Commento

E’ il sogno “normale” di tutti quello di passare il weekend lungo – quando c’è, ma oggi c’è – con la persona alla quale tieni di più. Ovviamente non sono riuscito in questi mesi con Emanuela (prima volta che il suo nome viene citato qui) a vivere momenti “normali”. Perché? Perché le tensioni sono sempre state altissime, e nei momenti di calma si pensava alla successiva tempesta.

Si può vivere così?

Non credo sia la strada giusta, ma sono altrettanto convinto che gran parte della colpa sia mia.

Riempire col secchio il tuo mare

•Maggio 4, 2008 • Lascia un Commento

Ligabue, Sono qui per l’amore

Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
Per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà,
per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina,
per il giro del sangue e per quello del vino.

Sono qui per l’amore, per difendere quello che so
per le rampe di lancio, e lo sporco che riga gli oblò
che nel lancio ci siamo, e la torre controllo lontana,
con il brico sul fuoco e la fiamma puttana.

Con tutto il sangue andato a male,
e poi di colpo questo andarsi bene,
un solo sole che forse basterà.

Con tutto il sangue andato a male,
e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua…..

Sono qui per l’amore, e per tutto il rumore che vuoi
E i brandelli di cielo che dipendono solo da noi,
per quel po’ di sollievo che ti strappano dall’ombelico,
per gli occhiali buttati, per l’orgoglio spedito,
con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù…
ed un nome e cognome che comunque resiste di più.

Sono qui per l’amore per riempire col secchio il tuo mare,
con la barca di carta, che non vuole affondare.

Con tutto il sangue andato a male,
e poi di colpo questo andarsi bene,
un solo sole che forse basterà.

Con tutto il sangue andato a male,
e poi di colpo questo andare insieme,
in una vita che forse basterà.

Questo andarsi bene qua…..

Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa
Per le giostre sfinite che son sempre più fuori città,
stabiliamo per sempre le corsie che ci mandano avanti,
e prendiamo le multe tutti belli e cantanti.

Cinesino goes public

•Maggio 4, 2008 • Lascia un Commento

Da un pò che ci pensavo, che lo volevo. Go public!

Le cose cambiano e anche i miei appunti di viaggio, che erano fino a pochi minuti secretati in un blog privato sono ora di dominio pubblico. Da oggi posterò qui.

Premettendo che c’è chi potrebbe commentare il tutto con un sano macchissenefr, per me rappresenta un cambiamento che se non si può definire epocale, è almeno molto importante.

Sapere che quello che scrivi esiste solo per te ti lascia la libertà di vomitare sulla tastiera tutto quello che hai dentro senza remore. Se il tuo blog “va pubblico”, beh il tutto cambia.

Riuscirò a mettere a nudo tutto – ma proprio tutto – come fatto fin qui? Ecco la nuova sfida.

Buona vita!

Mi rifletto nel caffè

•Maggio 4, 2008 • Lascia un Commento

Sorseggio un goccio di caffè. Ho deciso di ridurne il consumo – e ci sto riuscendo – ma la mattina è il mio compagno. Basta che aleggi un pò del suo profumo per farmi star meglio la mattina.

Mi ritornano i mente 2 sogni appena fatti.

Stanotte.
Sono in macchina. La riconosco, è la vecchia Clio Baccarat che avevamo tanti anni fa in famiglia. Mille e otto di potenza, una bella belva. Sono seduto dietro a destra e non c’è nessun altro con me in macchina. Imposto (non so come, ma è così) la velocità della macchina a 200 km/h e siamo di notte in una Statale. Nel frattempo scatto foto dal finestrino. Dopo qualche minuto a questa velocità faccio in modo che rallenti. Solo in quel momento mi rendo conto che la mia azione è stata pericolosissima. E tiro un sospiro di sollievo…

All’alba.
Sono in piazza, con un amico. Ci troviamo in mezzo a una guerriglia urbana, probabilmente fuori da uno stadio. Intorno a noi lottano ragazzi giovani. Sono armati di lunghe fruste e si colpiscono con violenza. Col mio amico ci rifugiamo sotto una sorta di portico. Lì troviamo altri come noi, cioè altre persone che non vogliono essere coinvolte negli scontri di piazza. Alcune sono addirittura armate, e annunciano che sparerebbero a chiunque dei violenti provasse a entrare sotto il portico. Io invece do una mano a fare una torta al cioccolato. Anche se non ne ho mai fatto una, vedo le mie mani muoversi con la stessa abilità di mia nonna Maria, tanti anni fa. Durante questi momenti mi si avvicina una ragazza, gentile e dolce con me. Non la (ri)conosco ma parliamo subito. E le racconto della bellissima tradizione familiare della “galette des rois“. Mentre parlo comincio a commuovermi come se raccontassi qualcosa di intimo…

Ora è meglio che torni al mio caffè, ormai tiepido. Ma a me piace anche così.

Things to do before the end

•Maggio 3, 2008 • Lascia un Commento

Accendo il mio PC. Mi ritrovo sul desktop un file .txt, un appunto insomma, dal titolo inquietante. Quasi lo avevo dimenticato. L’ho scritto il 30 aprile sera, appena presa la decisione di partire per Londra. Ecco il contenuto:

  • emetti 3 fatture mancanti [mi sarei immaginato a Londra con carenza di soldi: era importante emettere le fatture ancora nel tunnel, per sopravvivenza]
  • coupe-tif [tradotto taglia-capelli: non ne potevo più di questi capelli lunghi, sotto il risultato oggi]
  • bus per Forlì [poi alla fine sono partito da Bologna e non da Forlì]
  • occhiali da ritirare [quelli da vista dati da riparare: quelli vecchi mi facevano venire il malditesta]
  • valigia da fare [già, grande: partivo senza biglietto di ritorno]

Fa strano rileggere queste parole…

Da qui, oggi, devo ripartire.

Ritorno da Londra

•Maggio 3, 2008 • Lascia un Commento

Torno da Londra, dopo meno di 24 ore che hanno rappresentato per me un incubo. Mercoledì una volta presa la decisione, ho fatto la valigia, scritto un’email a mio cugino Michele e via per la stazione. Poi bus BLQ, che passa vicino a tanti momenti nostri. Provo a non vederli ma tant’è: non ci riesco. Quando si vive una situazione come questa, la persona che hai perso ti appare ovunque. Credo sia umano.

Ora sono a Londra, sul treno che mi porta all’aeroporto Gatwick (sto tornando da te…) e provo a mettere a fuoco un po’ di cose.

Se tu ti fossi comportata come me, non mi fiderei più di te.

Sulla base di questo ragionamento scioccante per me non è facile andare avanti. Perché? Perché sei stata l’esperienza più intensa della mia vita e vederti sparire per una questione di fiducia è frustrante. Frustrante perché se sei davvero la cosa più importante che io abbia mai vissuto, la cosa che deve sempre rimanere è la fiducia. Persa quella, perdi tutto.

Cosa vorrei? Vorrei tu riuscissi un giorno a guardarmi con occhi diversi da quelli di questi giorni. Non c’è nulla di peggio – credo – che vedere che ti fidi di me. Intendo su tutto, anche sul lavoro per assurdo. E’ ovvio che oggi è più facile per te vedere qualsiasi cosa io faccia con gli stessi occhi. Leggere tutto quello che scrivo con lo stesso tono. Ascoltare tutto quello che dico come la solita solfa …

Emergere dal profondo e sbucare in superficie

•Aprile 5, 2008 • Lascia un Commento

Email a EG, 05-apr 2008

Non so come “leggere” queste tue parole. Fanno bene e fanno male. Nel dubbio ecco la mia risposta: l’oroscopo di “Internazionale” (forse lo avrai già letto sul cartaceo).

Ema
“Ho dormito con la fede e al risveglio ho trovato un cadavere tra le mie braccia”, ha scritto il filosofo dell’occultismo Aleister Crowley nel suo fiorito stile neovittoriano. “Ho bevuto e danzato tutta la notte con il dubbio e al mattino ho scoperto che era vergine”. Queste frasi ti saranno utili nei prossimi giorni, Bilancia. C’è poco da guadagnare restando aggrappata alle tue speranze e alle tue illusioni. Al contrario, diventerai più forte se metterai in discussione quello che ti è caro e che dài per scontato.

Pierino
Alle Hawaii si sta formando una nuova isola. Si chiama Loihi ed è un vulcano attivo ancora coperto dall’ac­qua. Se continuerà a eruttare lava nei prossimi millenni, accumulerà una massa sufficiente per emergere dal mare e permettere agli alberi di crescere, agli uccelli di fare il nido e agli esseri umani di danzare sulla sua superficie. Nei prossimi giorni, Capricorno, considera Loihi un simbolo importante. Pensa a quale parte della tua vita somiglia metaforicamen­te a quello che l’isola farà tra diecimila anni: emergere dal profondo e sbucare in superficie.

Azzeccato, eh? ;-)

Un guscio a volte un pò troppo ruvido

•Aprile 5, 2008 • Lascia un Commento

———- Forwarded message ———-

From: EG
Date: 2008/4/4

Ti leggo. Il cuore rimbalza nel mio petto. Così forte che quasi tremo.

Sono così felice che tu abbia deciso di prendere in mano la tua vita. Davvero. Non immagini quanto.
Sarà per la presunzione di ritenere che in qualche modo ho contribuito a questa riflessione. O quanto meno che ne sia stata la “causa scatenante” se vogliamo adottare di nuovo questo termine, che inevitabilmente mi porta indietro di mesi. E mi rievoca emozioni. Così intense. Così uniche. Così indimenticabili.
Sarà perché credo che sia un peccato che un guscio a volte un po’ troppo ruvido nasconda il bello che hai dentro al punto quasi, talora, di dubitare della sua esistenza.
Sarà perché credo tu sia un diamante grezzo. Che abbia solo bisogno di essere tagliato per svelarsi al mondo in tutta la sua bellezza.
Sarà che anch’io ho deciso di fare la stessa cosa con la mia vita.
Sarà che sono convinta che tu sia stato la “causa scatenante” di questa riflessione.
Sarà che credo che debba crescere. Arricchirmi. Maturare. Rafforzarmi. Fare un passo avanti verso quella che vorrei tanto essere.

Mi piace immaginare che un giorno il nuovo Pierre e la nuova Ema si incroCino di nuovo. E si sfiorino quel simbolo sulla loro pelle e ne riscoprano il valore. Forse è solo un sogno. Ma non voglio gettarlo.

Un abbraccio che ti trasmetta tutto il bene che ti voglio. Ancora. E che ti vorrò. Sempre. Per quello che sei stato. Per quello che mi hai dato. Per quello che mi hai spronato a diventare. Grazie.

Ema

Il valore delle cose

•Aprile 2, 2008 • Lascia un Commento

Email da PD e EG, 02-apr 2008

Questa mattina mi è arrivato un sms da Giuseppe, il mio grande amico di Milano. E’ morto suo padre. Stava male, forse te ne ho parlato, forse no. Domani vado al funerale. Credo faccia strano perdere un genitore e questo mi riporta alla realtà.

Mia sorella ha “la placenta bassa” e questo pare metta a rischio la gravidanza, tanto più a 40 anni passati. Riccardo (suo marito) sminuisce ma questa mattina mio padre mi chiama 2 volte per chiedermi di venire a Roma e aiutare mia madre che piange ogni 5 minuti per la tensione.

Il nostro cane Leopoldo è di difficile gestione vista l’età e quello che ho chiamato la sua pigrizia. Al telefono mio padre già mi forniva indicazioni su come metterlo in macchina quando lo porto al parco, dando per scontato che andrò. Io nel frattempo egoisticamente pensando a me, mi stavo chiedendo come evitare di andare a Roma, per fare il weekend con te.

Tutto questo mi fa diventare piccole piccole le nostre incomprensioni e i nostri scazzi.

Vorrei essere più sereno con te, ma non ci riesco.
Mi sento permanentemente sotto pressione per qualsiasi cosa io dica o faccia.
Non riesco a pensare cose bello o brutte di noi, da valutare e condividere senza dover risponderne a te cercando “giustificazioni”.

Voglio una donna serena e forte, malgrado le difficoltà e i pensieri quotidiani.
Voglio una donna complice che mi possa aiutare se ho bisogno, e che si rivolga a me per qualsiasi cosa la faccia soffrire.
Voglio una donna matura che decida che noi siamo troppo importanti e che dobbiamo essere sempre davanti a tutto.

Da te ora non voglio nessuna comprensione per quello che scrivo.
Ma
esigo
che tu decida
una volta per tutte
se questo rapporto nella tua testa debba crescere e vivere o se debba morire mai nato.

Con tutto l’Amore che ho dentro per te,

Pierre

Amici nel silenzio

•Febbraio 20, 2008 • Lascia un Commento

Pierino mio, cosa fanno due amici per la pelle mentre vivono contemporaneamente dei brutti momenti? Io nel tuo silenzio so che ci sei, tu lo sai che nel mio silenzio io ci sono?